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Il rischio di fare una Guerra Santa tra Pallavolo e Palla a 5, scusate calcio a 5, è assai forte, quindi nelle parole che si diranno ci vorrà tanto buon senso nel dirle prima e nell’interpretarle poi. Per dovere d’informazione iniziamo col ricordare che la Volley Corigliano, approdò nel massimo campionato nazionale nella stagione 2006/07. Al primo anno in serie A1, stagione 2007/08, la squadra dell’allora Presidente Policastri purtroppo retrocesse. L’anno successivo, stagione 2008/09, dopo una telenovela durata tutta l’estate sulla possibilità di iscrivere la società al campionato di serie A2 (c’era addirittura la possibilità di essere ripescati in serie A1), la squadra alla fine venne iscritta ma, dopo solo due gara in serie A2, fu costretta al ritiro definitivo. Oggi il Corigliano volley milita nel campionato di serie C. Sempre per dovere d’informazione e per la “storia” diciamo che la nascita della prima squadra di palla a 5, scusate calcio a 5, a Corigliano, risale a più di dieci anni fa. Diciamo inoltre che, nel giro di quattro anni sono nate tante nuove società di calcio a 5, oggi ne sono iscritte 8 tra i campionati di serie D e serie C2. Considerato che ogni sodalizio tessera almeno 15 atleti e tenendo conto che le tre di serie C2, Cantinella, Fabrizio e Sportiva Coriglianese, partecipano anche al campionato under, fate due conti sul numero di atleti che sono coinvolti in questa disciplina e che “avrebbero bisogno di regole”. Ciò premesso, la prima cosa che viene alla mente è la definizione di Sport Minore che, come tutti sappiamo è il termine col quale in Italia si usano definire tutte quelle discipline che non siano il calcio. E' chiaro che dopo l’intervista del Co-Presidente Natalino Gallo si dovrà coniare un nuovo termine e cioè di Sport più Minore o meno Minore, chiedendo a lui stesso di volta in volta l’aggiornamento della classifica. E si perché, dato che la cosa che più risalta e la visceralità della sua passione per il volley può darsi che, con l’andar del tempo il suo progetto si modifichi con qualche altra disciplina. Perché l’unica cosa che traspare, è l’attaccamento morboso al popolo coriglianese interessato alla Pallavolo ma, visto che lui non mira assolutamente a tirar fuori il campioncino, così come non è interessato all’aspetto agonistico, quali saranno le passioni del nuovo Mecenate del 2000? Se non ha l’ambizione di tirar fuori il campioncino, quali sono le regole da insegnare, non sarà forse la puntualità di pagamento della retta mensile? Chi ha fatto Sport, a qualsiasi titolo, sia esso dirigente, atleta o allenatore sa benissimo che, senza obbiettivi, senza l’agonismo di una sana competizione, senza l’ambizione di essere primi in qualche modo, un ragazzo non ti segue, in quanto il giovane ha bisogno di misurarsi col coetaneo, ha bisogno di avere un traguardo da raggiungere, ha bisogno di sentirsi indispensabile per qualche cosa. Tutto questo significa stress, fisico, mentale, sportivo. Ed è solo sotto stress che il bravo educatore riesce a trasmettere le regole al ragazzo, riesce a insegnargli come gioire di una vittoria e come affrontare una delusione, come approcciarsi a una competizione facile e come ad una difficile, come non prevaricare un avversario e come farsi rispettare, come comportarsi davanti ad un torto subito da un giudice di gara e come continuare a rispettare l’intera classe arbitrale. Il Progetto del Co-Presidente tutto questo non lo prevede, si limita solo a riempire il Palazzetto dalle 15:00 alle 22:00. E tutto questo non può mica cederlo alla palla a 5 che, invece le regole non le insegna ma, che soprattutto causerebbe lo svuotamento del suo Palazzetto, facendogli perdere che cosa? Come se i ragazzi che praticherebbero la palla a 5 fossero dei ragazzi di categoria inferiore dei suoi. Probabilmente, la verità è che un’altra disciplina, alla quale fosse data la possibilità di affermarsi, potrebbe sottrargli materia prima al suo progetto che, a questo punto, verrebbe miseramente retrocesso da Sport che insegna le regole a ragazzi che non le hanno, a portafoglio sportivo per cercare di alzare qualche migliaio di €uri, magari per rientrare da spese sostenute in un recente passato. E in tutto questo teatrino il Comune, ente proprietario della struttura, che fa? Non è che la Giunta abbia stilato anch’essa una graduatoria tra gli Sport Minori? Perché se così fosse, sarebbe il caso di ricordare loro che i voti venuti fuori dall’urna, solo qualche mese fa, non sono stati aggiudicati secondo un valore pre-assegnato a chi ha infilato la scheda elettorale dentro la scatola magica, bensì da un valore di parità che ogni cittadino, avente diritto al voto, esprime nel momento in cui traccia un segno su una scheda elettorale. Chiudo con un quesito per gli amministratori del comune di Corigliano. E' lecito consentire al sig. Gallo, di dire che tutti gli atleti del calcio a 5 (cittadini coriglianesi) non hanno e non hanno mai avuto il diritto, di utilizzare una struttura pubblica?
Noi della "palla A5", pardon Calcio A5.
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