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Pino Molluso, allenatore vincente |
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Scritto da Cristoforo Malara
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Domenica 22 Agosto 2010 09:32 |
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Pino Molluso può essere definito senza ombra di dubbio, come la punta di diamante degli allenatori di calcio a 5 calabrese. I lusinghieri risultati ottenuti alla guida di squadre non certo di primo livello confermano quanto detto. Proviamo a conoscere meglio, questo apprezzato tecnico che, torna ad allenare la squadra più amata.
Dalla Licogest alla Cadi Reggio VV, non le sembra proseguire il progetto avviato lo scorso anno?
Credo che il mio lavoro quest'anno sarà un pò diverso nel senso che, l'indirizzo della Cadi è quello di far crescere nuovi calcettisti reggini per avere sempre una certa continuità di giocatori italiani nella rosa. Ritengo che questo sia giustissimo a patto che non si trascuri logicamente il risultato sportivo.
Le squadre da lei allenate, malgrado non fossero organici di primo livello hanno sempre raggiunto ottimi risultati. Qual è il suo segreto?
Nessun segreto. Ho avuto la fortuna di allenare continuamente giocatori validi e farli rendere sempre al massimo delle loro possibilità. Mi auguro che anche quest'anno si riesca a raggiungere ottimi risultati.
Firmando per la Cadi, è ritornato… a casa. Alcune volte ripresentarsi in una piazza dove si è lasciato un positivo ricordo può essere controproducente. Cosa l’ha spinta ad accettare questa nuova sfida?
Lavorare con persone che conosci da tempo che, stimi i quali, a loro volta ti apprezzano, è sicuramente un fatto positivo. Avere lasciato un buon ricordo comunque aiuta a cominciare anche in un clima sereno e può rivelarsi anche uno stimolo in più per continuare a fare bene come in passato. Tuttavia, alcune volte, può anche succedere che nonostante l'impegno e l'ambiente "familiare", le cose non vadano per il verso giusto. Quest’ultima ipotesi spero non si verifichi anche perche, il mio impegno sarà massimo per continuare ad ottenere buoni risultati.
Si era vociferato in maniera concreta di un suo possibile passaggio alla guida di una squadra del C11. Cosa l'ha indotto a restare nel C5 ma, soprattutto quali sono state le motivazioni per un clamoroso salto nel C11?
In realtà stavo per accettare l'offerta fattami da una squadra di calcio anche perché, a fine luglio, non avevo ancora concluso con nessuno dei diversi contatti di squadre di calcio a 5. Poi è arrivata la chiamata dalla Cadi che, sono stato ben felice di accettare. Il passaggio al calcio a 11 probabilmente un giorno ci sarà, in quanto non si trattava di un ripiego ma, di un'idea che mi balenava da un pò di tempo e che stava per concretizzarsi. Sicuramente è un'esperienza che mi piacerebbe fare da allenatore dato che, come giocatore, ho iniziato nel calcio a 11. Comunque credo di poter dare ancora molto al futsal, per cui auspico che questa disciplina continuerà a darmi molte soddisfazioni, spero anche quest'anno.
Quali sono gli obiettivi per l’imminente stagione?
L'obiettivo principale, come sempre, è quello di fare un campionato tranquillo, possibilmente tenendoci a debita distanza dalle zone pericolose.
Presumo che lei abbia dato alla società le linee guida per approntare un dignitosa stagione di A2. Al momento è soddisfatto dell’organico? Cosa manca per disputare un campionato a suo dire, tranquillo?
Le linee guida le abbiamo tracciate insieme alla società. Sappiamo cosa manca e dove dobbiamo intervenire per formare una rosa completa in ogni reparto al momento, stiamo valutando diverse ipotesi. Rimane in ogni caso la volontà di confermare, per quanto possibile, il gruppo dei reggini dell'anno scorso con l'idea di aggiungere qualche italo-brasiliano per colmare eventualmente qualche lacuna nella rosa.
Considerando le sue competenze del calcio a 5 Nazionale sulla base delle notizie a sua conoscenza quale crede possano essere le squadre candidate al salto di categoria?
Nel nostro girone credo che l'Isef ,Cogianco, Fiumicino, Modugno e Città del golfo si giocheranno la vittoria del campionato anche se, devo dire che Marigliano e Gragnano hanno fatto molto bene sul mercato.
Nel ringraziarla per la sua disponibilità concludiamo questa intervista con il suo pensiero sulla crisi che ha colpito il calcio a 5 calabrese indicandoci, quali , secondo lei sono le strade da percorrere per consentire a questa disciplina di affermarsi definitivamente.
In questo sport è essenziale la programmazione. Prima di tutto bisognerebbe iniziare a lavorare di più con i ragazzi del luogo facendoli innamorare di questo sport poi, è fondamentale capire che c'è una differenza enorme tra i campionati regionali e quelli nazionali per cui, prima di tuffarsi in un torneo di serie B o di A2 bisognerebbe essere pronti per poterlo affrontare, non soltanto dal punto di vista economico ma, anche da quello organizzativo e societario, la rosa di giocatori, lo staff tecnico e medico e quanto altro necessario per avere una squadra completa. Solo attraverso un' oculato coordinamento nelle serie regionali si può fare bene in quelle nazionali. Per capirci non si può fare il salto di categoria e poi cambiare completamente la squadra o lo staff tecnico etc. ma, bisogna essere preparati già da prima cercando di apportare modifiche che non sconvolgano il tutto. |
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Salvatore Ferrara torna in corsa |
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Scritto da Cristoforo Malara
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Giovedì 19 Agosto 2010 10:43 |
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Le ultime due sfortunate esperienze (Città di Cosenza e Sporting Peloro Messina), non hano intaccato il morale di Salvatore Ferrara che, con rinnovato entusiasmo, ha accettato l’offerta del presidente Plutino di guidare la Fata Morgana nel prossimo campionato di serie B.
Mister complimenti per il suo ritorno nella mischia. Quali sono le sue sensazioni?
Mi sento particolarmente carico e nello stesso tempo emozionato nell'iniziare questa nuova avventura, dopo le ultime due annate negative. Indubbiamente i motivi dei miei fallimenti li ho dovuti cercare dentro di me, per capire dove avevo sbagliato.
Si spieghi meglio.
A mente serena posso affermare che di sbagli ne ho commessi tanti a partire dall’aspetto puramente tecnico ma, forse l'errore più grossolano, è stato quello di essermi fidato di alcuni atleti che probabilmente, non avevano accettato un tecnico "straniero" .
Sulle base delle menzionate esperienze, come ha preparato il suo ritorno sulla nuova panchina?
Sai le partite si vincono se tutti remiamo nella stessa direzione. Sono felice di far parte della Fata Morgana dei f.lli Plutino, anche se, in verità dovevo essere il tecnico della Fata già lo scorso anno ma, la voglia di cambiare regione e quindi fare altre esperienze, ha prevalso su tutto il resto.
Valutando, dal punto di vista economico soprattutto a causa di una precaria programmazione, quanto accaduto nelle ultime due stagioni di serie B alle società calabresi non teme possa ripetersi la stessa cosa anche per la Fata Morgana?
Mi preme precisare che, si parla quasi sempre in maniera negativa della Fata Morgana senza dubbio a sproposito. Che io sappia, è una società sana e ligia nel mantenere gli impegni, una delle poche che non è mai fallita diversa da altre realtà che, purtroppo, partono bene e poi si perdono scomparendo.
Secondo lei, in cosa si distingue la Fata Morgana?
Nella capillare organizzazione. Il sodalizio reggino è una affermata società che, ogni anno scova, grazie a Pietro Plutino che va in giro a vedersi tutti i tornei di calcio a 5, dei ragazzi molto promettenti i quali, vengono valorizzati negli anni diventando appetibili per altre società di conseguenza con simili presupposti le critiche sono assolutamente senza senso.
Da quanto si evince è un fautore dei giovani. Che organico ha allestito?
Mi piace lavorare con i ragazzi. Lo dimostra il fatto che nell'organico ci sono molti 88, 89, 91 con delle esperienze importanti in campo regionale. Questi ragazzi verranno affiancati da 2 o 3 oriundi a tal proposito, mi sto occupando personalmente delle trattative, per dare peso tecnico tattico a questa validissima formazione della Fata Morgana.
Quindi, oltre a fare da allenatore è impegnato nel costruire il gruppo.
Non è proprio così. Un ottimo lavoro lo sta svolgendo il DG Fusaro con i ragazzi reggini, chiudendo delle trattative che sembravano molto toste. Un ringraziamento e un saluto sincero a tutti gli amanti di questo sport molto "adrenalitico" ed un augurio sentito alle formazioni calabresi di tutte le categorie.
Un ultima domanda, quando inizierete la preparazione?
Veramente la fase atletica è iniziata ieri 18 agosto, presso il villaggio la Zagara di Melito Porto Salvo. Nella prima settimana, effettueremo, due sedute giornaliere. Di seguito continueremo con altre due settimane eseguendo un solo turno pomeridiano programmando, nello stesso periodo, delle amichevoli. Tutto questo per essere al top il 25 settembre data inizio campionato di serie B contro lo Sporting Peloro Messina al Botteghelle
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Leo Tuoto: "Convinto dal progetto del presidente Marino" |
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Scritto da Cristoforo Malara
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Venerdì 23 Luglio 2010 06:50 |
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Per anni il nome di Leo Tuoto è stato associato a panchine prestigiose spazianti da serie A2 alla C1 per cui, il fatto che abbia scelto di allenare una squadra di C2 ha un tantino sorpreso gli addetti ai lavori. Anche se, gli ultimi risvolti, potrebbero aprire clamorosamente alla squadra rossanese, le porte del massimo campionato regionale. Come premesso nell’articolo di presentazione dell’Odissea 2000 in una esclusiva intervista, l’allenatore cosentino illustra, i motivi della sua scelta disquisendo, anche del recente passato.
La notizia è di quelle sensazionali, Leo Tuoto che allena una squadra di C2. Perché Rossano?
Perchè sensazionale, è una semplice notizia di mercato. Vado all' Odissea 2000 semplicemente perchè l'Odissea 2000 vuole Tuoto. Naturalmente a convincermi che questa era la decisione giusta è stato il fatto di avere conosciuto gran parte della società ed in particolare aver avuto la possibilità di confrontarmi con il presidente Marino intuendone la sua mentalità positiva, la passione che ha per questo sport e la voglia di far crescere il calcio a 5 a Rossano senza fretta e con oculatezza.
Appena un anno fa lei era un probabili candidati ad una panchina di serie A2. Non si sente sminuito?
Assolutamente no! Le circostanze a Vibo hanno fatto si che io non prendessi parte al campionato di A2. In serie B non c'erano squadre per cui, ho scelto la Carpe Diem convinto di sposare un progetto serio e duraturo ma, così non è stato, anche se devo dire di essermi tolto molte soddisfazioni insieme alla squadra. Ormai non ci sono più categorie che tengano per fare crescere questo sport servono solo persone che abbiano idee chiare e che siano disposte a crescere nei modi e nei tempi giusti, ecco perchè mi trovo insieme al mio staff tecnico ad aver scelto la politica del presidente Luigi Marino.
Quali argomenti ha trovato il presidente Luigi Marino per farle prendere questa decisione?
Voglio partire da un punto che ritengo fondamentale per ogni allenatore, la speranza e nello stesso tempo la fortuna di aver una grande società alle spalle. Per grande non voglio intendere forte economicamente ma, di avere una società che sa rendere ordine alle cose dando regole e disciplina. E' grazie a queste regole che si può dare forza e nello stesso tempo si può valorizzare il nostro lavoro ed il progetto che la società vuole realizzare. In questi anni di esperienza ho capito che una società presente stimola e rafforza tutti i componenti che lavorano per il gruppo, rendendo il nostro lavoro più semplice e mirato al miglioramento tecnico della squadra.
Puo darci una anteprima sullo staff tecnico?
Sicuramente sarò affiancato da Sergio Martire, Marco De Marchi (foto in alto a destra) e da mister Peppino Cruceli (foto in basso a sinistra) profondo conoscitore del calcio a 5 locale.
Ha già in mente giocatori da inserire in organico?
Sono qui per allenare il l'Odissea 2000. Si punta sui giovani e per questo che porterò con me solo Rotundo Saverio, portiere classe 1994. Sono convinto che i giovani siano il futuro di questo sport, bisogna lavorare in questa direzione, creare scuole calcio a 5, come sta cercando di fare l'amico Diego Sicilia dell' ASD Roglianese, per il quale, farò degli stage con la visione del. Prof. Danilo Maletta .
L’Odissea 2000, nella scorsa stagione, chiuse il campionato al secondo posto fallendo la fase finale dei play-off. Con il suo ingaggio presumo la società punti al primato. Si sente pronto per questa inedita sfida?
Prontissimo.
Ultima domanda. Lo scorso campionato ha allenato la Carpe Diem in C1 riscontrando palesi difficoltà organizzative ed ambientali con diverse squadre che privilegiavano l’aspetto fisico a quello tecnico. Considerando il suo tipo di giuoco, non crede che la C2 possa essere ancora più deprimente?
Non credo che l'anno passato sia stato deprimente anzi, ho sempre detto che il livello tecnico è stato ottimale. Voglio ricordarti che, senza Pivot di ruolo e con soli giocatori portati a difendere abbiamo lottato per la vittoria fino alla penultima di campionato. Oggi sono a Rossano con la voglia di sempre, consapevole di tutte le difficoltà di questo campionato ma con l'intenzione di migliorarmi e di migliorare la qualità tecnico tattica dell'Odissea 2000 .
Ringrazio il Pallone in rete per lo spazio che mi hai dedicato e con l'occasione voglio fare un grosso in bocca al lupo a tutte le società Calabresi e rinnovare, a tutti i collaboratori del sito, i miei complimenti per quello che fate ogni giorno per questa disciplina.
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Sandro Cutrupi,dalla panchina alla scrivania |
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Scritto da Giandomenico Scigliano
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Giovedì 22 Luglio 2010 06:41 |
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Dopo nove anni, di cui otto consecutivi alla guida tecnica, Sandro Cutrupi ha deciso di spogliarsi dei panni di allenatore factotum, per ricoprire il nuovo ruolo di presidente della storica società reggina, la più presente nel massimo campionato regionale. Le vicissitudini della Gallinese hanno, in un certo senso, spinto il tecnico a fare questa scelta.
Sandro Cutrupi, ovvero “La Gallinese” ci spiega questa mini rivoluzione della Gallinese e soprattutto quando è maturata la tua decisione di lasciare il ruolo di allenatore della squadra.
Per far capire meglio le ragioni della mia scelta è opportuno ricordare che questa squadra è stata fondata da me ed altri amici più di dieci anni fa, quando ancora pochissimi a Gallina conoscevano la disciplina del calcio a 5, ed in questa società personalmente ho ricoperto tutti i ruoli, dal dirigente, all’allenatore ed al giocatore, quindi per me rappresenta una vera e propria “seconda famiglia”. Nell’ultima stagione, precisamente nel periodo natalizio, il gruppo di dirigenti che collaborava con me, ai quali va il mio pubblico ringraziamento per quanto fatto per la Gallinese, ha deciso di lasciare la squadra per divergenze di opinioni con il sottoscritto, quindi per tutto il girone di ritorno e due giornate di quello di andata, mi sono ritrovato da solo a dover gestire tutta la società, pertanto spesso mi capitava di “trascurare “ la parte tecnica per via delle troppe responsabilità anche lavorative che mi impegnavano fino a tardi, e per questo voglio ringraziare tutta la squadra ed in particolare Gianni Venanzi che mi sostituiva per la grande serietà e l’impegno che hanno profuso. Quindi è stato in quel periodo che ho cominciato a maturare l’idea che anziché trovare persone di mia fiducia che mi aiutassero come dirigenti, ho pensato che era più semplice trovare un buon allenatore ed occuparmi io dell’organizzazione della società.
Quindi come ha organizzato la nuova società?
Dopo la fine della scorsa stagione, mi sono incontrato con i giocatori più anziani ed abbiamo costituito il nuovo direttivo che comprende oltre me, Peppe Tamiro, Diego Iracà che sarà anche l’allenatore della squadra Juniores ed il dottor Filippo Siclari, quest’ultimo responsabile del settore giovanile. Quindi abbiamo iniziato a programmare la nuova stagione, senza grandi proclami ma badando all’essenziale per garantire il futuro a questa squadra improntando la nostra gestione, che qualcuno definisce da tornei estivi ma che è stato dimostrato negli anni essere garanzia di serietà e risultati, su quella continuità che da anni contraddistingue la Gallinese che, al momento, è la società con la più lunga militanza ininterrotta in serie C1.
Peppe Musolino ufficialmente nuovo allenatore?
Peppe Musolino, ex giocatore ad ottimi livelli di calcio a cinque che non ha bisogno di presentazioni da parte mia, visto lo spessore del personaggio, con il quale ho condiviso l’esperienza del corso allenatori fatto nel 2006, che ha accettato con entusiasmo di allenare la Gallinese e noi dirigenti siamo certi che con la sua esperienza e le sue indiscusse capacità tecniche e di conoscenza del calcio a 5 ci darà grandi soddisfazioni.
Capitolo giocatori, confermati praticamente tutti, chi arriverà come rinforzo?
Partiamo dalla riconferma di tutta la rosa che ha concluso la scorsa stagione, poi valuteremo se fra i nostri giocatori c’è qualcuno che vuole cambiare squadra e cercheremo di accontentarlo cercando il meglio per il ragazzo ma anche per la Gallinese come è sempre stato nelle abitudini della società, mentre per quanto riguarda nuovi arrivi, posso dire che abbiamo dei contatti molto ben avviati, quasi in dirittura di arrivo, con qualche importante giocatore reggino, ma non essendoci ancora l’ufficialità non aggiungo altro per una questione di correttezza.
Che serie C1 prevede Sandro Cutrupi?
Secondo me è ancora presto per fare pronostici, in quanto bisogna aspettare eventuali ripescaggi e soprattutto la regolarizzazione delle procedure di iscrizione delle varie squadre, ed a questo proposito voglio puntualizzare che, a differenza di tutte le dicerie di questa prima parte d’estate, la Gallinese ha già effettuato la propria iscrizione versando in anticipo quanto dovuto al C.R.A. per la partecipazione al campionato di serie C1 e Juniores.
Concluda questa intervista con il Cutrupi pensiero.
Più che con un pensiero, chiudo ringraziando il pallone in rete per lo spazio concessomi ed in particolare Peppe Madeo con il quale sono legato da profonda e sincera amicizia e che grazie alla sua preparazione quest’anno avrò il grande piacere di ritrovare in serie C1 con il suo Fabrizio e quindi di poterlo riabbracciare almeno due volte. |
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